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Notizie dal mondo angiologico


Si è svolto a Palermo il 37° Congresso Nazionale della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (26-28 novemre u.s.). Nel corso della manifestazione che ha avuto luogo presso il Complesso Monumentale dello Steri e presso l’Hotel San Paolo Palace sono stati trattati i più importanti argomenti in campo angiologico con particolare riferimento ad alcune tematiche di grande attualità.

La partecipazione al Congresso è risultata particolarmente importante ed ha visto coinvolti i più eminenti studiosi nazionali impegnati in ricerche di avanguardia, alcune delle quali sono stati recentemente pubblicate sulle riviste più prestigiose del settore.

La scelta di Palermo è stata voluta all’unanimità dal Consiglio Direttivo Nazionale, presieduto dalla Dott. Visonà ed è stato organizzato con il mio supporto nella qualità di V. Presidente Nazionale della Società e di Professore di Malattie cardio-vascolari dell’Università di Palermo.

Fra i temi trattati hanno suscitato grande interesse:
  • Le ulcere vascolari che rappresentano, tutt’oggi, un grave problema sia in termini di qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti sia in tema di costi sociali (derivanti dalla necessaria assistenza medica (degenze ospedaliere, lunghe cure ambulatoriali, utilizzo di materiali spesso costosi) e dalla  perdita di giornate lavorative. Nel corso del simposio sono state illustrate alcune delle più importanti tecniche di approccio alla problematica con particolare riferimento alla utilizzazione degli impianti di cute bioingegnerizzata.
  • L’uso dei nuovi anticoagulanti orali. Questa categoria, non a caso, è stata definita dai relatori “una grande rivoluzione della ricerca angiologia degli ultimi tempi realizzando il sogno di molti angiologi e, cioè, la realizzazione di una “eparina assumibile per via orale”. In effetti le diverse molecole oggi disponibili in Italia (Dabigatran, Rivaroxaban, Apixaban) presentano numerosi vantaggi rispetto alle terapie tradizionali basate sulla utilizzazione dell’associazione eparina iniettabile-dicumarolici; non necessitano di controlli ematici ravvicinati, particolarmente fastidiosi per pazienti che devono sottoporsi al trattamento talvolta anche per tutto il decorso della loro vita, hanno una incidenza minore di fenomeni emorragici e numerosi altri vantaggi terapeutici.

Purtroppo, la loro prescrivibilità da parte del servizio Sanitario Nazionale è, ancora, sottoposta a determinate restrizioni (come avviene generalmente per i farmaci di nuova introduzione sul mercato, generalmente costosi al momento della immissione quando scontano l’impiego di risorse necessarie per condurre a termine le varie fasi di ricerca), e ciò, tuttavia, rappresenta anche una garanzia per i pazienti poiché il loro utilizzo è sottoposto a rigidi controlli da parte dei Sanitari prescrittori e alle regole imposte dal Ministero della Salute. La loro progressiva utilizzazione porterà verosimilmente (come è, peraltro, sempre avvenuto per i farmaci di nuova introduzione) ad una progressiva riduzione dei limiti di prescrivibilità legata anche alla riduzione dei costi.

  • Le sindromi vertebro-basilari. Durante questa sessione sono stati affrontate le problematiche relative alla patologia steno-ostruttiva del distretto vertebrale, molto spesso sottovalutato, e, invece, causa di ictus cerebrali spesso complicati data la delicatezza delle strutture cerebrali irrorate da queste arterie. Sono emersi, in particolare, nuovi approcci terapeutici segnalati dalla Scuola Fiorentina, consistenti nella possibilità di estendere il trattamento con angioplastica anche ai vasi intracranici. I relatori hanno sottolineato la necessità che tale tecnica, estremamente delicata rispetto allo stesso approccio in altre sedi (vasi coronarici, periferici, carotidi), deve essere effettuata solo da personale particolarmente esperto e dopo opportuno periodo di tutoraggio in Centri altamente specializzati.
  • Le vasculiti. Questa patologia è certamente meno frequente (e, per qusto, certamente meno conosciuta di quella aterosclerotica) ma non meno pericolosa. Anzi per certi aspetti è addirittura più devastante coinvolgendo spesso numerosi organi ed apparati, in particolare le struttura micro circolatorie per le quali l’approccio terapeutico è molto più complesso e spesso i risultati sono significativamente meno brillanti rispetto a quelli ottenuti nel trattamento della vasculopatia obliterante su base aterosclerotica. Sono stati affrontati i diversi aspetti patogenetici, fisiopatologici, clinici e terapeutici e sono seguite ampie discussioni con numerose domande e risposte in un dibattito subito apparso vivace ed animato brillantemente dai Moderatori e dal Presidente della sessione.
  • La trombosi venosa profonda e le sue conseguenze. Anche questo argomento è stato affrontato in maniera molto approfondita e ha visto la partecipazione molto attiva dell’uditorioe un grande interesse tanto che molti partecipanti sono rimasti in piedi per carenza di posti a sedere nonostante la disponibilità di un’aula di più di duecento posti. Si è posta particolare attenzione ai risultati emersi dal recente Studio SURVET, fortemente voluto dalla SIAPAV, che è stato coordinato da Centri di ricerca italiani e condotto in numerosi paesi europei e che ha visto l’arruolamento di oltre 600 pazienti.
  • La terapia antiaggregante oggi. In questo simposio sono stati affrontate le tematiche relative all’uso delle sostanze antiaggreganti che sono considerate “salva vita” dopo che numerosi studi ne hanno dimostrato l’efficacia nella prevenzione degli accidenti cardio e cerebro-vascolari. In particolare è stata posta l’attenzione sulle indicazioni specifiche al trattamento, sul confronto fra le varie tipologie di antiaggreganti, sulle differenti possibilità di utilizzo in combinazione e sugli effettivi vantaggi anche in termini di farmaco- economia.

Va, infine, segnalata la grande partecipazione di giovani ricercatori ai quali il Consiglio Direttivo Nazionale dedica particolare attenzione poiché rappresentano il futuro della angiologia italiana; ciò è dimostrato dal fatto che il simposio “Giovani nella ricerca”, ormai da alcuni anni, viene collocato all’inizio dei lavori congressuali e in seduta plenaria proprio per dare risalto al lavoro delle nuove leve. Quest’anno, peraltro, i premi per le migliori comunicazioni sono passati da 2 a 4 (premio Bartolo, premio Todini e n. 2 premi Pola) e ciò grazie al contributo della famiglia del compianto Prof. Paolo Pola che tanto ha dato all’Angiologia Italiana.