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Perchè le gambe "gonfiano"?

Il "gonfiore" alle gambe è da attribuire alla presenza di un edema che si forma a seguito della fuoriuscita di liquido dai piccoli vasi con conseguente infiltrato nel sottocutaneo circostante. L'edema degli arti inferiori può essere monolaterale o bilaterale; si localizza nelle zone più declivi per effetto della forza di gravità sicchè ha inizio a livello del piede per estendersi successivamente, alla gamba e alla coscia. Può essere bilaterale o monolaterale. Generalmente l'edema bilaterale è attribuibile ad una causa sistemica ed è secondario a malattie di organi e apparati (cuore, fegato, reni) diversi dal sistema vascolare. 

Gli edemi di pertinenza angiologica interessano il più delle volte un solo arto e sono determinati da un incremento della pressione idrostatica a livello venulare (per alcune nozioni sulla circolazione sanguigna si consulti l'articolo sulle "arteriopatie"). Questa affermazione non è vera in assoluto essendo possibile riscontrare anche edemi bilaterali nei rari casi di trombosi della vena cava inferiore poichè in questo vaso si raccoglie la totalità del sangue proveniente da ambedue gli arti inferiori.

La principale causa di edema monolaterale degli arti inferiori è quella che genericamente viene indicata come "insufficienza venosa degli arti inferiori". Come si può notare il termine è abbastanza generico rappresentando più che una specifica patologia, una condizione emodinamica comune a differenti condizioni patologiche del sistema venoso. A titolo di esempio possiamo ricordare come una situazione di insufficienza venosa può essere conseguenza di varici, di una trombosi venosa profonda o di una sindrome post-trombotica.

Naturalmente è fondamentale un corretto inquadramento della sindrome attraverso una diagnosi differenziale fra queste differenti condizioni patologiche; tale diagnosi non è semplice e deve essere riservata a medici Specialisti in Angiologia e Malattie vascolari anche perchè deve sempre  essere confermata con specifiche tecniche diagnostiche; in molti casi (specie se il sospetto clinico è di trombosi venosa) la diagnosi clinica è molto difficile; a questo proposito mi piace ricordare l'affermazione di alcuni anni fa di un noto studioso statunitense che ebbe ad affermare "fare una diagnosi clinica di trombosi venosa profonda è come gettare in aria una moneta e stare a guardare cosa esce fuori". In sostanza chi vi si cimenta ha una elevatissima possibilità di sbagliare con conseguenze assai rilevanti sul piano medico-legale sia che venga ritardata una diagnosi di trombosi che necessità di trattamento immediato sia che venga incongruamente iniziato un trattamento delicato come quello anticoagulante senza effettiva necessità.

Da ciò si comprende bene come anche i pazienti devono avere perfetta coscienza che una precoce ed esatta diagnosi accompagnata ad una terapia corretta possono favorire una più rapida soluzione dei problemi sanitari; non bisogna dimenticare che trascurare le patologie può portare ad una "cronicizzazione" delle stesse con successive notevoli difficoltà di approccio teraputico.

Ciò che è semplice può divenire complicato, se diagnosticato in ritardo.

La raccomandazione, alla fine di questo breve excursus sull'edema degli arti inferiori, è di non trascurare assolutamente questo segno e di consultare, in prima istanza, il proprio Sanitario Curante e, anche su suo consiglio, uno Specialista del campo per una diagnosi più approfondita anche attraverso ausili strumentali di cui il Sanitario Curante può non disporre.

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